Energia rinnovabile: obiettivi per il 2018

Sono trascorse appena due settimane dall’inizio di questo nuovo anno e in tema di energia rinnovabile non si fa altro che parlare di piacevoli novità. I buoni propositi sono così green che, da almeno un paio di anni, sono state superate le aspettative di settore. E per i prossimi 10 anni le iniziative potrebbero alzarsi ancora e migliorare a vista d’occhio. Quali sono le aspettative degli esperti?

L’obiettivo principale in vista dei prossimi decenni? Si vuole cercare, entro il 2050, di avviare al 100% l’energia rinnovabile. La notizia viene sostenuta dalle buone intenzioni dei ricercatori italiani del CNR, che hanno condotto uno studio specifico sulle energie rinnovabili italiane. Di seguito vedremo quali sono i passi ipotizzati in questo programma, al fine di raggiungere un traguardo ambizioso, ma non impossibile.

 “Italy 100% Renewable”, un viaggio preciso per l’energia rinnovabile

Il primo aspetto che deve essere tenuto a mente è legato alla domanda energetica. In base alle stime messe a confronto negli ultimi anni, il fabbisogno energetico italiano medio dei prossimi anni è di 730 TWh, ovvero all’incirca il 230% in più rispetto alla situazione in cui ci troviamo. Tale valore si raggiunge andando a creare una corretta collaborazione tra il solare, l’idroelettrico e l’eolico. Questa combo può essere sufficiente anche se non è possibile considerarla completamente risolutiva. E qui sorge uno dei più importanti obiettivi dell’anno appena iniziato: per un programma che sappia coprire il lungo periodo, è bene considerare anche un’energia di scorta, che si può produrre naturalmente, per mezzo di altre fonti. Con l’idrogeno di origine biologica (che si ricava dalla cellulosa), mixato con energia elettrica e l’acqua, si potrebbe trovare una buona soluzione.

Il bioidrogeno, infatti, ha la particolarità di essere trasportato e stoccato esattamente come avviene con i combustibili fossili, prima di essere poi utilizzato o riutilizzato in un secondo momento. Gli studiosi spiegano che per affrontare al meglio le oscillazioni della domanda energetica italiana, servono 550 TWh di bioidrogeno. Al tempo stesso i nuovi stabilimenti fotovoltaici, insieme a quelli eolici, potrebbero poi riuscire a immettere nella rete elettrica almeno altri 600 TWh. Come si traduce tutto ciò?

Le attuali centrali idroelettriche, nel giro di qualche anno, produrranno una media di 49 TWh. A oggi invece gli impianti geotermici possono offrire circa 6 TWh; ciò vuol dire che mancherebbero sul calcolo totale circa 35 TWh per arrivare al fabbisogno annuo di 730 TWh stimato al 2050.

Che cosa comporta questo tipo di programma energetico del futuro?

Le idee sembrano essere chiare, ma che cosa comporta questa manovra attentamente spiegata da parte degli studiosi? In primo luogo sottolineiamo un importante salto culturale del Paese, ma al tempo stesso non possiamo ignorare l’investimento economico che ne comporterebbe. Fino al 2018 si calcola la necessità di circa 500 miliardi di euro da riservare alle tecnologie di accumulo. Ma trasformare l’Italia in un’oasi green prevede altri costi!

Calcoliamo anche la spesa per l’installazione di generatori eolici e dei moduli fotovoltaici: si parla di un prezzo fisso (non ricorrente) che potrebbe toccare quota 530 miliardi di costo. E se andiamo ad aggiungerli ai precedenti arriviamo a toccare una cifra record: oltre 1000 miliardi di euro.

Ma i costi non finiscono qui: sarà necessario acquistare i combustibili fossili il cui costo è pari a 600 miliardi. E’ quindi presto detto che l’investimento nelle rinnovabili, senza combustibili scende a 400 miliardi. Una riduzione che darebbe non pochi vantaggi a ogni cittadino, in termini di bollette e di qualità di aria che respiriamo.

Per concludere, è possibile dire che l’obiettivo è complicato, anche se non è così impossibile. La scelta ora è nelle mani delle istituzioni che devono stabilire se procedere con i finanziamenti, o restare a guardare.

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