Intervista a Lady Be: tra arte e green

Intervista a Lady Be: tra arte e green

Lady Be è l’artista pavese sui generis che realizza opere d’arte contemporanea attraverso l’unione di oggetti e materiali di scarto con una particolare attenzione al riciclo e quindi prediligendo l’utilizzo della plastica in tutte le sue forme.  Noi di Italia Gas e Luce siamo rimasti molto colpiti dalla sua forte personalità e dalla spiccata volontà di trasmettere un messaggio, che come sapete, è decisamente affine al nostro: la sostenibilità, il riciclo e l’energia rinnovabile sono i punti di partenza per costruire una green community sempre più ampia che contribuisca alla salvaguardia del nostro pianeta. Qui sotto la nostra intervista a Lady Be, che ringraziamo per la disponibilità e la gentilezza che ha mostrato nei nostri confronti.  

 

Ciao Letizia! Ormai tutti ti conoscono come Lady Be; possiamo chiederti come nasce questo pseudonimo/nome d’arte?

Ciao a tutti! In realtà la risposta è molto semplice. Sono un’appassionata di musica e degli eterni Beatles. La canzone “Let it be” è, ora più che mai, una delle colonne sonore della mia vita. In più, la ricerca di un appellativo che fosse corto, internazionale, Pop e perché no, anche smart e moderno mi ha convinta che Lady Be fosse la scelta perfetta.

Opera I Beatles dell'artista LDY bE
I Beatles realizzati da Lady Be

 

Concordiamo, ci piace molto il tuo nome! Quali sono quindi i soggetti prevalenti all’interno delle opere di Lady Be? Possiamo parlare di “mosaici contemporanei” e di “ready made”?

I soggetti delle mie opere sono solitamente ritratti, volti iconici ma mi occupo anche di immagini e loghi aziendali. Sì certo possiamo parlare di ready made anzi grazie per aver pensato a questo, era da molto che non mi attribuivano questa tecnica/corrente artistica ; del resto, anche se con qualche modifica, utilizzo oggetti che provengono dal quotidiano per creare le mie opere. 

Performance artistica di Lady Be
Lady Be alla Galleria Nazionale di Arte Moderna a ROma durante la creazione dell'opera "Logo Rebus IBM"

C’è una data o un evento particolare che ti ha spinto ad intraprendere la tua arte?

Niente succede per caso giusto? Ecco, anche per me è stato così. Nel 2009, anno in cui ho realizzato la mia prima opera, mai avrei pensato di “tuffarmi” nel mondo dell’arte contemporanea da protagonista. La mia prima opera nasce dall’idea di creare un “mio diario dei ricordi”. Ho utilizzato esclusivamente oggetti personali, giochi di quando ero bambina e tutto ciò che per me aveva il valore di “ricordo”. Assemblando, o per meglio dire “dipingendo con gli oggetti”, ho creato il volto iconico di Marylin Monroe sulla scia delle serigrafie dell’artista più famoso della Pop Art americana Andy Warhol.

Prima opera dell'artista Lady Be
La prima opera realizzata da Lady Be nel 2009: "Marylin Monroe".

E dopo cosa è successo?

Sicuramente ho incontrato le persone giuste che sono state in grado di apprezzare il mio stile originale e molto personale e hanno condiviso la mia idea di trasmettere un messaggio sul riciclo. Sono stata incoraggiata ed è così che nel 2010 ho esposto alla Biennale di Lecce ed è iniziato il mio viaggio artistico che mi ha portata poco dopo a Parigi e ad Amsterdam. Ero riuscita ad aprire anche la finestra sull’ “internazionale”.   

Oggi dove si possono ammirare le tue opere? Hai attive delle mostre permanenti o in programma per questo 2023?

Al momento è attiva una mostra permanente all’Aeroporto di Milano Malpensa, dedicata ai passeggeri e situata al Terminal 1. Sempre a Milano, dal 31 marzo al 13 aprile, esporrò nella zona di Brera, più precisamente nell’ex studio dell’artista (conosciuto per le sue opere provocatorie) Piero Manzoni. Successivamente verrà presentata a Vienna la mia mostra personale “Recycled Art” dal 22 aprile al 14 maggio.

Prima opera di Lady Be alla Biennale di Lecce
Lady Be a 19 anni durante la prima esposizione alla Biennale di Lecce con la sua prima opera realizzata.

Un’artista internazionale davvero! Quali sono gli oggetti che impieghi maggiormente per la tua arte? E quali sono invece gli oggetti più insoliti o “strani” che hai incluso nelle tue opere?

Nelle mie opere sono presenti piccoli pezzi di plastica, giocattoli e molto materiale riciclato. Mi piace l’idea di riuscire a donare una seconda vita agli oggetti e ai ricordi della collettività. Adoro passeggiare sulle spiagge alla ricerca di “sostanza” e di ricordi. Difatti è la collettività che crea l’opera d’arte e sui litorali si può trovare veramente di tutto, gli oggetti più insoliti provengono proprio da qui: giochi particolari e oggetti da collezione. Una volta ho trovato dei bigodini vintage e vi assicuro che non è stato così immediato il riconoscimento!

materiali per le opere di lady be
Due dei tantissimi contenitori che Lady Be ha nel suo atelier per realizzare le sue opere con tutto il materiale suddiviso per colore.

Qual è il rapporto tra la tua arte e l’ambiente?

La mia arte non nasce solo come forma creativa ma vuole essere soprattutto una presa di coscienza sul tema della sostenibilità e sul riciclo in un mondo che lotta continuamente contro la tendenza al consumismo, allo spreco e all’accumulo di oggetti di difficile smaltimento. Ho avuto la fortuna di crescere ricevendo una buona educazione, molto attenta allo spreco. Nel corso degli anni ho avuto anche modo di attuare molte performance dal vivo ed il pubblico “giovanissimo” è quello che mi ha regalato le maggiori soddisfazioni. Credo che riuscire a comunicare e lanciare un messaggio forte come il mio attraverso l’arte sia, per quanto impegnativo, qualcosa di straordinario.

Opera "Puliamo il Mondo" , un soggetto d’invenzione realizzato a Bergamo in diretta tv, con oggetti di plastica di recupero raccolti anche dai volontari Legambiente, realtà con cui l’artista collabora da diversi anni; l’intera creazione dell’opera è stata trasmessa su Rai 3 Domenica 27 Settembre 2020. L’opera è stata realizzata per celebrare la forza degli abitanti Bergamaschi che hanno dovuto per primi affrontare l’emergenza Covid nel 2020. Rappresenta un volto umano con il pianeta come testa, la bocca ingerisce il mare di plastica, a voler dire quanto il problema dell’inquinamento sia globale e inquinare il mondo significa fare del male a noi stessi, pensando come possibile conseguenza anche a problemi globali come la diffusione di pandemie.

Sei attiva sui social? Dove possono seguirti i nostri lettori?

Sul mio sito www.ladybeart.com, nella sezione gallery è possibile vedere tutte le opere che ho realizzato, mentre nella sezione News & Events è possibile vedere le prossime mostre e tenersi aggiornati sugli eventi che mi vedono protagonista. Consiglio di consultare il sito dal computer, per vedere tutti i contenuti con più tranquillità. È possibile seguirmi su Instagram @letizialadybe , su Facebook Lady Be e su LinkedIn Letizia Lanzarotti.

Oppure contattarmi per qualsiasi richiesta alla mail segreteria@ladybeart.com. Chi lo desidera, può contattarmi per spedirmi il materiale che non serve più: verrà trasformato in opere d’arte.

Un’ultima domanda: quali sono i propositi di Lady Be per questo 2023?

I propositi sono molti, sono delle sfide non sempre facili da realizzare; vi invito a seguirmi per scoprire se, durante l’anno, riuscirò a realizzarli!

Vado in ordine cronologico:

1 – Essendo appassionata di musica, inviare una mia opera a Sanremo, nell’ambito del Festival, in modo da  portare il tema della sostenibilità nella più importante kermesse musicale italiana.

2- Esporre al Teatro Ariston di Sanremo.

3- Organizzare e predisporre una esposizione a New York.

4- Collaborare con Italia Gas e Luce, azienda totalmente green, che fornisce soltanto energia non derivante da carboni fossili; una realtà con cui condivido pienamente gli ideali di sostenibilità.

5- Continuare a portare la mia arte in  mezzo alla gente, in luoghi non prettamente nati per le esposizioni artistiche.

Tanti e bellissimi propositi Letizia! Ci auguriamo davvero che tu riesca a realizzare tutti i tuoi sogni/obiettivi per questo 2023! Per noi hai tutte le carte in regola. Ti ringraziamo per averci dedicato il tuo tempo e ti facciamo ancora i nostri complimenti. A prestissimo!

Le domande più frequenti sull’energia rinnovabile

Le domande più frequenti sull’energia rinnovabile

La luce l’abbiamo tutti, in casa o al lavoro: nel mondo moderno, chi vive senza elettricità? Quindi, sia che siate titolari di un’attività commerciale, come un ristorante o un ferramenta, sia che siate privati cittadini desiderosi di energia rinnovabile per la vostra casa, gli interrogativi sono comuni per ognuno. Chi sta dalla parte dell’ambiente può compiere, con la scelta di energia proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili, un gesto facile e rapido che trasforma un obbligo, quello di avere energia elettrica, in un messaggio, in una dimostrazione di coerenza.

Data la novità della scelta, è inevitabile che una decisone del genere generi molte domande. Ecco le più frequenti.

Per far arrivare a casa o in azienda energia elettrica da fonti rinnovabili, servono lavori?

No, non sono necessari né lavori edili, né al contatore. Non si subiscono distacchi, né interruzioni di servizio, e neppure visite a casa o in ufficio di operai.

Perché questo processo è incentivante per il sistema di un paese, per i suoi impianti puliti e per le sue fonti?

Perché più persone e aziende sceglieranno energia 100% rinnovabile, più impianti saranno necessari per produrla.

Avere energia rinnovabile costa di più, oppure si può addirittura risparmiare sulla bolletta?

La componente energia pesa per il 40% della bolletta finale. Il resto sono costi fissi, uguali per tutti. Il prezzo dell’energia rinnovabile in Italia varia continuamente, ma ormai da diversi mesi, noi di Italia Gas e Luce, siamo in grado di applicare forti e significativi sconti sul costo della materia energia. Ad oggi, comunque, la stragrande maggioranza di coloro che cambiano per un operatore green, ottiene un risparmio rispetto al vecchio fornitore.

Ci sono problemi a cambiare utenza?

No, i vecchi fornitori non possono assolutamente opporsi o non fornire assistenza. L’operatore di reti per la trasmissione dell’energia elettrica, sia chiaro, rimane Terna. Con la liberalizzazione del mercato, oggi, gestore, produttori e fornitori sono aziende ben distinte. Ognuno porta avanti il suo lavoro, ma solo unendo le forze riescono a dare energia alle persone e alle aziende. Da diversi anni Italia Gas e Luce fa la sua parte, con grandi risultati.

Il servizio è raggiungibile ovunque?

Certamente, l’energia rinnovabile ti raggiunge ovunque, perché passa dalla stessa rete elettrica nazionale. Dunque, se avete energia elettrica a casa o in azienda, e volete farla diventare rinnovabile, affidatevi a noi di Italia Gas e Luce: la rete è unica ma non la sua distribuzione. Insomma, c’è modo e modo di fare il proprio lavoro,  e noi siamo certi di chi siamo!

Posso far vedere la mia bolletta della luce a qualcuno, per valutare le opportunità che si hanno nel cambiare fornitore e eventuali costi occulti?

Le bollette di alcuni operatori sono decisamente e volutamente complesse. Per analizzarle al meglio, l’ideale è rivolgersi al vostro fornitore, che è obbligato a darvi tutte le spiegazioni del caso. Italia Gas e Luce. ad esempio, ha messo a disposizione dei suoi clienti un bellissimo video esplicativo in cui si sofferma meticolosamente su ogni voce presente all’interno della bolletta. Ecco qui il link se ve lo siete perso: La bolletta di Italia Gas e Luce

Nel caso in cui non siate ancora soddisfatti, Italia Gas e Luce ha un servizio clienti a 5 stelle che vi aspetta!

Ma anche le centrali energetiche a fonti rinnovabili possono, in parte, inquinare?

Rispetto a una centrale a carbone, a un inceneritore riconvertito o ad una centrale termoelettrica non può esserci paragone. Certamente, ogni impianto industriale ha un suo impatto ambientale o paesaggistico, ma lo si può ridurre e compensare. Per esempio, scegliendo, anche all’interno delle rinnovabili, di fare scorta di energia solo da impianti eolici, idroelettrici e fotovoltaici, ad esclusione di altre fonti che, anche se rinnovabili, possono avere un impatto sgradito a livello locale, come il geotermico. Per legge, nessun nuovo impianto viene costruito senza prima una valutazione di impatto ambientale, ma non c’è alcun dubbio che gli impianti che sfruttano le nuove energie rinnovabili hanno, per loro natura, un impatto incomparabilmente minore di ogni centrale convenzionale o nucleare al mondo.

Perché scegliere energia elettrica da fonti rinnovabili?

Perché trasformi un obbligo, quello di consumare energia, in un messaggio dato al mondo. 

Il green influencer

Il green influencer

Negli ultimi tempi le attività umane hanno avuto un forte impatto negativo sull’ambiente e questa tematica ha acquisito sempre più rilevanza, anche nel mondo dei social. Per sensibilizzare maggiormente il pubblico su questo tema ormai sempre più “urgente”, in molti si sono cimentati in post e contenuti pro-ambiente: è nata così la figura del green influencer.

Vediamo chi sono e cosa fanno nello specifico, oltre a scoprire insieme i più famosi.
In generale l’influencer è una figura che, come dice il nome, grazie alla propria influenza sui canali social trasmette messaggi positivi o promozionali ai propri followers tramite la condivisione di contenuti. In questo specifico caso, il green influencer pubblica sui suoi profili social argomenti dedicati alla sostenibilità e all’inquinamento ambientale. Il suo scopo è quello di sensibilizzare il pubblico e spronarlo a compiere gesti quotidiani che possano contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.

La piattaforma social dove i green influencer sono più attivi è sicuramente Instagram, seguita da Facebook. Sul terzo gradino del podio infine troviamo TikTok; la presenza di quest’ultimo fa ben sperare poiché è utilizzato prevalentemente dai più giovani, la cui sensibilizzazione verso i temi ambientali è fondamentale affinché questa generazione possa essere più dedita alla salvaguardia dell’ambiente, forse più delle generazioni precedenti.

Ma quali sono i green influencer più seguiti al mondo?

Al primo posto della classifica ovviamente troviamo l’attivista Greta Thunberg, ormai quasi maggiorenne. Greta è un’attivista svedese che concentra le sue energie su temi come lo sviluppo sostenibile e il cambiamento climatico, che sta mettendo a rischio la vita sul nostro pianeta. Su Instagram è seguita da circa 14,3 milioni di persone e quotidianamente pubblica contenuti riguardanti la crisi climatica e la tutela dell’ambiente, volti a sensibilizzare i suoi followers.

Tra gli infleuncer del green più famosi al mondo c’è anche Leonardo Di Caprio, con molti più “seguaci” di Greta su Instagram (circa 56 milioni di followers) anche grazie alla sua carriera di attore, ma che usa il social media soltanto per promuovere azioni benefiche a favore dell’ambiente. Tra le innumerevoli iniziative, la sua associazione ha donato circa 20 milioni di dollari per l’ambiente e salvato una foresta in Guatemala.

E in Italia? Chi sono i green influencer italiani più seguiti?

Tra le green influencer italiane spicca il nome di Federica Gasbarro, biologa e attivista contro i cambiamenti climatici. Conta circa 24.000 followers su Instagram ed è stata scelta dalle Nazioni Unite per rappresentare tutti i giovani italiani che lottano per un futuro migliore al primo convegno per il clima tenutosi al palazzo di vetro di New York nel 2019.

Alex Bellini, invece, è un esploratore conosciuto soprattutto per le sue imprese estreme, come le traversate oceaniche a remi. Il suo profilo Instagram conta circa 70.000 followers e condivide quotidianamente contenuti relativi all’ambientalismo, alla sostenibilità e alla lotta contro il cambiamento climatico.

Lisa Casali, è invece una scienziata ambientale e una cuoca creativa; si occupa, tramite il suo blog, di divulgare ricette biologiche a basso impatto ambientale.

E’ quindi evidente che il fenomeno del Green Influencer non è più soltanto una moda per incrementare i followers sui social media, ma una realtà consolidata, un punto di riferimento per tutti coloro che fanno il tifo attivamente per l’ecologia e per un pianeta migliore.  

Guida al risparmio in bolletta

Guida al risparmio in bolletta

Dopo mesi ininterrotti di caldo, a tratti anomalo, dicembre è inevitabilmente arrivato, con tutti i suoi vantaggi e svantaggi. Certo, c’è il Natale e tutte le festività che tanto amiamo, la neve che fa capolino sulle vette delle montagne, i cenoni esagerati con amici, parenti e colleghi, ma arriva anche il freddo, che se non gestito al meglio può causare numerose problematiche. Alla salute e al portafoglio. E questo non ci piace. Dunque è necessario assumere un comportamento corretto, facendo attenzione a poche ma fondamentali regole. Diamo loro un’occhiata insieme. Prima di cominciare è importante verificare che l’impianto di riscaldamento funzioni al meglio, facendo fare la dovuta manutenzione alla caldaia. L’importanza di avere un sistema aggiornato e in buone condizioni, che non consumi quantità ingenti di energia, è alla base di una buona riuscita.

1) Mantenere una temperatura costante

Scegliete una temperatura uniforme per tutte le stanze. Questo farà sì che il calore si distribuisca adeguatamente nella casa, evitando dispersioni e ottimizzando i consumi, con una temperatura consigliata dagli esperti tra i 18 e i 20 gradi.

2) Evitare la dispersione di calore verso l’esterno

La dispersione del calore è uno dei principali fattori che fa aumentare l’importo delle bollette. Non importa quanto siano nuovi gli infissi di casa, bisogna migliorare le proprie abitudini quotidiane: prima fra tutte il cambio d’aria. Bastano 10 minuti al giorno, niente di più, per un ricambio soddisfacente dell’aria nell’ambiente domestico. Esistono anche degli oggetti e apparecchiature a supporto delle nostre buone istruzioni: si va dai più semplici serpentoni paraspifferi fino ai panelli riflettenti che, installati tra calorifero e parete, riducono efficacemente la dispersione del calore.

3) Non vestirsi come fosse estate

Anche se si è nella propria casa, non è sensato indossare abiti fuori stagione. È giusto tenere il termostato sulla temperatura consigliata e indossare capi caldi, il risultato sarà comunque confortevole.

4) Non appoggiare panni o vestiti sul termosifone

Per quanto possa far comodo asciugare i vestiti sui radiatori, queste pratiche ostacolano la diffusione del calore e sono fonte di sprechi.

5) Non schermare i caloriferi con tende o mobili

Come nel caso dei panni, coprire i termosifoni con tende, rivestimenti o mobili, frena la libera circolazione dell’aria calda. Evitando questo comportamento si otterrà un risparmio circa del 10% sulla bolletta.

Ricorda che ogni grado in meno sul termostato equivale a una riduzione di circa il 6% sulle spese di riscaldamento. Un accorgimento che risulta essere positivo anche per la salute: un’aria meno calda è più salubre ed evitare gli sbalzi di temperatura espone in misura minore ai malanni di stagione.

Ma non abbiamo ancora risposto alla domanda più annosa, quella che ci poniamo tutti quando sopraggiungono i primi freddi: Tenere il riscaldamento sempre acceso conviene? Accendere il riscaldamento solo qualche ora al giorno o cercare di mantenere la temperatura costante in casa? Cosa mi fa risparmiare di più?

Usando il riscaldamento ad intermittenza, possiamo vedere facilmente come il funzionamento di quest’ultimo comporti una serie di problemi e relativi costi:

1) Maggiore manutenzione della caldaia. Sollecitare il funzionamento della caldaia alla massima potenza le causa un notevole stress meccanico, che sottopone le sue componenti ad una maggiore usura e dunque ad un maggiore rischio di guasti.

2) Elevato consumo di gas. Dato che l’ambiente da riscaldare è freddo da molte ore, l’impianto di riscaldamento deve contrastare l’inerzia dell’ambiente, che da freddo tende a raffreddarsi ulteriormente. Ciò provoca una dispersione termica elevata e di conseguenza un elevato consumo di gas.

3) Scarso comfort termico. Una volta acceso il riscaldamento dopo lo spegnimento prolungato, data l’intensa attività della caldaia, i termosifoni raggiungeranno temperature elevate, tanto da scottare. Nonostante ciò, percepiremo una sgradevole sensazione di freddo nell’ambiente, dovuta al fatto che le pareti sono ancora fredde e, attraverso un effetto radiante, trasmettono il freddo nell’ambiente. Inoltre, quando finalmente la temperatura in casa sarà diventata accettabile, sarà passato molto tempo, anche 2 o 3 ore.

Il funzionamento continuato del riscaldamento, invece, comporta una minore differenza termica rispetto ad un uso del riscaldamento intermittente. Infatti, lasciando acceso il riscaldamento, seppure al minimo, la temperatura non scenderà mai sotto un certo valore, garantendo una temperatura di partenza più alta. Questo offre una serie di vantaggi:

1) Buon funzionamento della caldaia. Il funzionamento continuo dei termosifoni, seppure al minimo, garantisce una funzionalità meno gravosa e più fluida della caldaia. Con uno sforzo minimo, sarà possibile mantenere una temperatura adeguata e costante in tutte le stanze della casa, senza sollecitare eccessivamente i suoi circuiti interni, che quindi si logoreranno meno e dureranno più a lungo.

2) Maggiore comfort domestico. Tenendo il riscaldamento acceso, la caldaia lavora meno intensamente: i termosifoni rimarranno tiepidi, evitando fastidiosi sbalzi di temperatura. Inoltre, ci donerà un piacere impagabile tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro e trovare ad accoglierci una casa calda e confortevole.

3) Minori consumi. Se si mantiene acceso il riscaldamento, una volta tornati a casa, basterà alzare il termostato per ottenere un maggiore calore in tempo inferiore: la differenza termica tra la temperatura di partenza e quella impostata sarà, infatti, minore. Dunque, la caldaia dovrà lavorare per meno tempo e con una potenza inferiore per ottenere lo stesso risultato, riducendo così i costi. Chiaramente, anche tenere sempre acceso il riscaldamento comporta dei costi: mantenere una temperatura domestica costante, soprattutto nelle stagioni fredde o di notte, ha chiaramente un impatto non trascurabile sui consumi.

Ecco, speriamo che grazie a questo piccolo vademecum virtuale possiate avere le idee più chiare riguardo ad un tema annoso e complesso, ancor di più in questi ultimi anni.

Chi si trucca è perduto?

Chi si trucca è perduto?

Ormai non ci sono dubbi: i consumatori fanno più attenzione a ciò che mangiano e a ciò che si mettono sulla faccia. Ma c’è di più: le abitudini di acquisto sono cambiate e ora gli utenti vanno in cerca non semplicemente del prodotto o del packaging green ma di entrambe le soluzioni, insieme!

Ma perché? E’ una vera presa di coscienza sulla sostenibilità ambientale oppure siamo di fronte all’ennesimo fenomeno di massa? Proviamo oggi a concentrarci sul make up green, che ormai rappresenta circa il 15% del settore cosmetico.

La natura ci offre tantissime possibilità per ottenere dei prodotti “totalmente verdi” efficaci e performanti, come i pigmenti minerali, cosi come l’utilizzo di oli e burri naturali, finanche alle polveri e ai minerali naturali, come argille, amidi e farine. Insomma, le possibilità sono davvero molteplici e performanti per un make
up alternativo. Ciò che gli esperti consigliano è eliminare le materie prime più impattanti sull’ambiente: siliconi, derivati del petrolio e coloranti sintetici.

Il dubbio del consumatore è del tutto lecito: va bene il trucco, ma per struccarsi? La risposta degli esperti non ha tardato ad arrivare: basta utilizzare dischetti di cotone detergibili, che si possono lavare in lavatrice per una pulizia più profonda. Invece per un sorriso a trentadue denti “verde”? Si può utilizzare dentifricio in polvere oppure direttamente le pastiglie da masticare, comode anche per chi viaggia spesso e da tenere sempre in borsa.


I consumatori sono però insaziabili, la richiesta è anche quella di avere cosmetici confezionati in un packaging che sia il più possibile riciclato e/o riciclabile, oppure cosmetici proposti in soluzioni refill, quindi riutilizzabili. Detto fatto: fra gli esempi di “bella sostenibilità” si può citare il primo mascara al mondo con vuoto a rendere. L’applicatore si compra solo la prima volta, le successive basta ricaricare il contenuto a confezioni in vetro. Ogni ricarica acquistata permette di risparmiare circa 3,12 tonnellate di imballaggi multi materiale e 18 tonnellate di vetro.

Per concludere è importante ricordare che tantissimi brand hanno scelto di percorrere la strada del “cruelty free”, cioè di vendere esclusivamente prodotti non testati sugli animali. Soluzione, anche questa, molto apprezzata dai consumatori più attenti. Anche se l’interesse e la diffusione aumentano, ancora manca una regolamentazione ufficiale univoca che definisca con esattezza i cosmetici “naturali”, via via indicati come bio, green, vegani.


Per verificare che un cosmetico sia davvero verde, e non cadere nella rete del greenwashing, l’ecologismo di facciata, occorre controllare che non siano presenti sostanze che hanno subito un processo chimico indicate con termini in inglese, a differenza di quelli di derivazione vegetale che hanno invece nomi latini.

Se il Take Away è bio la vendita è assicurata

Se il Take Away è bio la vendita è assicurata

Il Take Away e il Food Delivery sono in ascesa inarrestabile, ma la gara tra i ristoratori si accende sul tavolo della sostenibilità.

Negli ultimi anni il settore della spesa e del cibo da asporto e/o a domicilio , anche e soprattutto grazie alla pandemia, ha registrato un incremento del 40%, fatturando oltre 4 miliardi di euro.

Ben più di 10 milioni gli italiani stanno scegliendo di ordinare online , frutto di un evidente minore afflusso dei consumatori nei ristoranti. Se analizziamo nel dettaglio il 2022 scopriamo che: gli uomini (55%) ordinano di più rispetto alle donne (44%), i millennials (60%) rappresentano la generazione che più ama il food delivery. Nelle professioni, al 39% ci sono gli impiegati, seguiti dagli studenti al 33%, e dai liberi professionisti al 14%.

Ma quali sono i cibi più scelti nel take away? I grandi classici, come pizza, hamburger, cucina cinese, sushi, ma anche vegan, cucina indiana e messicana.

Fidelizzare i clienti sta diventando sempre più difficile, soprattutto online, visto che in Italia la concorrenza nella ristorazione è molto alta. Come ci si può quindi differenziare dalla concorrenza?

E’ qui che entrano nei palloni i contenitori per il take away , e quelli sostenibili fanno la differenza! Oltre ad avere un impatto positivo sull’ambiente, la sostenibilità è il vero valore aggiunto per il consumatore, perché sembra che faccia vendere di più.

Secondo recenti studi, l’87% dei consumatori italiani dà importanza alla sostenibilità nelle scelte quotidiane. Inoltre, i dati riportano che ben il 66% dei consumatori è disposto a pagare di più per un brand “responsabile”.

Dunque, scegliere packaging biodegradabile e compostabile per il take away e il food delivery permette alle attività di ottenere un notevole vantaggio rispetto alla concorrenza, agendo realmente per rendere il mondo un posto più pulito.

E se volessi passare a IGL?

E se volessi passare a IGL?

Se si vogliono conoscere le intenzioni di un’azienda la prima cosa che ci viene automatico fare è digitare il suo nome su un motore di ricerca qualsiasi ed entrare nel sito ufficiale. E fino a qui non ci piove! Se cerchi Italia Gas e Luce cosa trovi?

Immediatamente 3 parole: “Semplice, verde. Conviene” 

Partiamo da qui.

– Sempliceaggettivo

1. non complicato, facile, elementare.

2. naturale.

3. che è soltanto ciò che viene detto e null’altro.

Dunque, parola apparentemente banale, ma sacrosanta. Ciò che appare banale non è altro che una verità consolidata. Tutto con noi è semplice: lasciare la compagnia precedente e diventare nostri clienti, per esempio, oppure districarsi nella comprensione della bolletta, notoriamente ostica anche per le menti più
capaci e illuminate. Risolvere i problemi, anche quelli apparentemente insormontabili, grazie ad un servizio clienti preparato e celere.

– Verdeaggettivo

1. qualifica ciò che ha il colore dell’erba e delle foglie fresche

2. ecologico, non inquinante.

3. giovanile

4. può voler dire verdeggiante, ricco di vegetazione.

Verde è il colore dell’energia che forniamo, l’unica possibile per noi. Verde è il colore della speranza che nutriamo, ogni giorno, di riuscire a vedere la nostra penisola illuminata e riscaldata soltanto da energia
sostenibile. Verde è la sola possibilità di stare al passo coi tempi; soltanto un pazzo non comprende che può esistere un futuro solo se verde.

– ConvieneDal verbo convenire

1. Essere
appropriato

2. Adattarsi, corrispondere, o
addirsi, confarsi

3. Essere opportuno,
necessario.

Non abbiamo mai nascosto, a differenza di altri, che il totale di una bolletta è composto quasi esclusivamente da tasse, accise e iva. Su ciò che rimane si gioca il futuro di una compagnia energetica. E a noi piace giocare seriamente. Ogni mese proponiamo offerte pensate e mirate a seconda del periodo dell’anno in cui siamo, sia per utenze domestiche che aziendali. Restituiamo, da contratto, ogni 12 mesi, il 25% sul consumo medio mensile della materia energia. Tutto questo partendo da un dato incontrovertibile: la nostra tariffa è la più bassa comparata ai maggiori fornitori in Italia.
“E se ho già Igl?”E’ evidente che tu sia un buongustaio, ma soprattutto una persona col sale in zucca.
Sono davvero troppi i vantaggi che avrai diventando cliente Igl per non rendersene conto. Una domanda sorge spontanea: Come mai tutti gli altri non sono già con noi? Mistero incomprensibile. Intanto godiamoci il
momento, e restiamo accesi, sia voi che noi ovviamente, perché insieme potremo fare solo grandi cose.

L’elettrificazione
è elettrizzante!

L’elettrificazione
è elettrizzante!

Il riscaldamento globale, l’inquinamento ambientale e il conseguente cambiamento climatico sono problemi che assillano la società moderna, ed è ormai evidente quanto siano necessari cambiamenti nel nostro stile di vita, nei diversi settori.

Tra le soluzioni più performanti spicca l’elettrificazione dei consumi, uno strumento fondamentale per avviare e completare la transizione energetica, dando forma a un ideale di sviluppo sostenibile.
L’elettrificazione non è altro che l’utilizzo di energia elettrica per rifornire servizi che altrimenti sarebbero appagati da altre fonti energetiche, come i combustibili fossili. La maggiore efficienza dell’alimentazione elettrica la rende una soluzione più conveniente rispetto all’utilizzo di questi ultimi. Inoltre, questa maggiore efficienza comporta una riduzione degli sprechi, a parità di prestazioni. Di conseguenza, l’elettrificazione, insieme ad abitudini di consumo più responsabili, rappresenta una soluzione efficiente, sostenibile e conveniente.

Ma vediamo come l’elettrificazione possa realmente cambiare il nostro stile di vita. Per quanto riguarda l’utilizzo dell’energia elettrica all’interno degli edifici, si stima che la domanda finale raggiungerà almeno il 40% nel 2030 fino a superare il 70% entro il 2050, anche grazie all’utilizzo di pompe di calore in sostituzione delle tradizionali caldaie a gas per il riscaldamento e molti altri interventi, come elettrodomestici integrati, pannelli solari da appartamento, lampadine a LED, rendendo le abitazioni più efficienti, sicure e confortevoli.

Le abitazioni private, dunque, hanno il potenziale per diventare il settore più elettrificato in Italia, toccando una percentuale del 53% (significativa, considerato che al momento è un 15%). Sul fronte dei trasporti, invece, l’elettrificazione prevede la sostituzione progressiva delle automobili alimentate con combustibili fossili (benzina e gasolio) con vetture elettriche e ibride.

L’elettricità rappresenta dunque una straordinaria opportunità al fine di sostenere e consolidare                        la transizione verso fonti di energia pulita e verso la decarbonizzazione, così da poter raggiungere la    “carbon neutrality” entro il 2050.

Consumare meno permette davvero di risparmiare?

Consumare meno permette davvero di risparmiare?

Il tema del risparmio ambientale legato a quello economico a seguito dei rincari in bolletta a cui tutti siamo stati sottoposti dall’inizio del 2022 è tra gli argomenti più caldi del momento.

La domanda sorge spontanea: consumare meno permette davvero di risparmiare?

Il costo di un metro cubo di gas tocca cifre record, e come conseguenza riceviamo bollette improponibili. Questo è accaduto anche a chi ha prestato maggior attenzione ai consumi energetici.
Nelle bollette ci sono costi fissi che non dipendono dal nostro consumo ma che sono stabiliti da enti di vigilanza internazionali. Il consumo più attento delle risorse può effettivamente agire in modo positivo sull’ambiente e sulle nostre risorse. In primo luogo un minor consumo di gas produce meno inquinamento sull’atmosfera, e di conseguenza permette al consumatore di dare un taglio ai costi della bolletta e, quindi, di vivere in modo più sostenibile sia dal punto di vista ambientale che finanziario. Questo però è vero per le case in cui vi siano le condizioni essenziali per sprecare meno risorse energetiche. Ci riferiamo alle case in cui infissi, serramenti e impianti permettano di controllare meglio il confort abitativo limitando l’uso di luce e gas. È vero che il contributo di una sola famiglia, sommato a quello di milioni di nuclei familiari in tutto il mondo, può fare la differenza, ma è vero anche che tale responsabilità riguardi soprattutto aziende, industrie e imprese, chiamate ad intervenire per preservare il Pianeta. Esse devono necessariamente individuare migliori misure di tutela e di utilizzo delle risorse.

In conclusione, il nostro dovere è quello di continuare a vivere in modo rispettoso e sostenibile ma è anche quello di pretendere da aziende e Governi la stessa attenzione nell’uso delle risorse, affinché siano consumate in modo sostenibile e possano tornare ad avere prezzi più accessibili per tutti.

 

Energia eolica, tutto ciò che devi sapere

Energia eolica, tutto ciò che devi sapere

L’energia eolica, come dice lo stesso nome, si ottiene per mezzo del vento, con una massa d’aria in movimento. Nell’ultimo periodo ha ottenuto particolare spazio e attenzione nel settore energetico poiché permette di ottenere energia elettrica. Pur avendo ottenuto grande attenzione negli ultimi anni, non ci troviamo di fronte a una novità del settore, poiché viene usata da migliaia di anni. Per la prima volta venne sfruttata per mezzo di mulini a vento, che sono un po’ la versione obsoleta delle moderne turbine eoliche. Risalgono al 2000 a.C., anche se diversi secoli prima, i galeoni la sfruttavano per navigare nei mari usando solo l’energia del vento.

Dai mulini si è poi passati a oggi, con la grande innovazione tecnologica che ha permesso di installare su tutto il pianeta più di 500 GW. In questo modo l’energia eolica è divenuta una delle principali fonti di energia rinnovabili. Cresce velocemente ed è usata perché rappresenta un modo economico per ottenere energia elettrica.

Storia dell’energia eolica: ieri e oggi
A creare un momento fondamentale nella storia dell’energia eolica, è stato l’anno 1887, quando vennero avviate delle sperimentazioni su diversi modelli di turbina. A farlo fu James Blyth che lavorò alla costruzione della prima turbina, il cui brevetto si arrivò nel 1891. La più alta turbina invece è Burbo Bank, nel mare di Liverpool. Qui sorge un vero parco eolico che presenta la più grande turbina del mondo: è alta 195 metri, ha pale lunghe come sette pullman e ha una rotazione capace di coprire fino a 4 campi da calcio. La più piccola turbina presente a oggi sul mercato è quella domestica, che arriva a un’altezza di un metro e pesa poco meno di 30 kg.

In base alle stime fatte e ai continui miglioramenti, un impianto eolico può essere una risorsa sostenibile completa. Non solo si usa il vento come una fonte di energia rinnovabile, ma al tempo stesso l’eolico non necessita di alcun utilizzo d’acqua per funzionare. Proprio tale punto è diventato nel tempo il vero beneficio primario di questa energia. Non a caso entro il 2030 si conta che l’energia eolica possa farci risparmiare ben 30 trilioni di bottiglie d’acqua, nello specifico negli USA.

L’energia eolica, come dice lo stesso nome, si ottiene per mezzo del vento, con una massa d’aria in movimento. Nell’ultimo periodo ha ottenuto particolare spazio e attenzione nel settore energetico poiché permette di ottenere energia elettrica. Pur avendo ottenuto grande attenzione negli ultimi anni, non ci troviamo di fronte a una novità del settore, poiché viene usata da migliaia di anni. Per la prima volta venne sfruttata per mezzo di mulini a vento, che sono un po’ la versione obsoleta delle moderne turbine eoliche. Risalgono al 2000 a.C., anche se diversi secoli prima, i galeoni la sfruttavano per navigare nei mari usando solo l’energia del vento.

Dai mulini si è poi passati a oggi, con la grande innovazione tecnologica che ha permesso di installare su tutto il pianeta più di 500 GW. In questo modo l’energia eolica è divenuta una delle principali fonti di energia rinnovabili. Cresce velocemente ed è usata perché rappresenta un modo economico per ottenere energia elettrica.

La situazione eolica in Europa e Italia
La situazione europea è molto chiara all’interno dell’Europa: qui l’Italia occupa il quinto posto per capacità. Non a caso il nostro territorio si prepara ad accogliere più di 100 parchi eolici, fino a toccare quota 2,5 GW. Se ci spingiamo oltre i confini nazionali, scopriamo che la Danimarca, è detta il “paese del vento”, e non a caso compare come il primo produttore di energia eolica del Vecchio continente. Fino a 2-3 anni fa, tale fonte di energia rinnovabile ha realizzato numeri da record, coprendo il 43% del suo fabbisogno complessivo. E se la Danimarca è la culla del vento, in Italia gli occhi sono puntati sulla Puglia, prima regione d’Italia se consideriamo il numero degli impianti eolici.

 

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