Energia rinnovabile: obiettivi per un futuro sostenibile

Mentre il 2021 volge al termine, l’anno venturo si prospetta già pieno di piacevoli novità nel settore delle energie rinnovabili. I buoni propositi per il 2022 sono così green che si prevede un netto superamento delle aspettative di settore. E nei prossimi 10 anni le iniziative potrebbero crescere ancora e migliorare a vista d’occhio. Ma quali sono le aspettative degli esperti? Qual è l’obiettivo principale dei prossimi decenni?

Completare la transizione energetica alle energie rinnovabili entro il 2050 è possibile.

Le rinnovabili nel prossimo futuro potranno arrivare a coprire il 100% della domanda energetica globale. La notizia è sostenuta dai ricercatori italiani del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) che hanno condotto uno studio specifico sulle energie rinnovabili italiane. Di seguito vedremo quali sono i passaggi ipotizzati nel programma che si auspica un traguardo ambizioso, ma non impossibile.

 “Italy 100% Renewable”: un viaggio preciso per l’energia rinnovabile

Il primo aspetto da tenere in considerazione è relativo alla domanda energetica. Sulla base delle stime più recenti il fabbisogno energetico italiano medio dei prossimi anni sarà pari a 730 TWh, ovvero all’incirca il 230% in più rispetto a quello attuale. Rispondere ad un tale aumento della richiesta di energia è possibile instaurando una corretta collaborazione tra il solare, l’idroelettrico e l’eolico. Ma questa combo, seppur sufficiente, non può ritenersi completamente risolutiva.

Da qui nasce un’idea che ci permetterebbe di raggiungere uno dei più importanti obiettivi dei prossimi anni: prendere in considerazione un’energia di scorta che sappia coprire il lungo periodo, un’energia che sia possibile produrre in maniera naturale attraverso fonti sostenibili.

L’idrogeno di origine biologica ricavato dalla cellulosa e mixato con energia elettrica e acqua rappresenta una delle più promettenti alternative per il futuro.

Il bioidrogeno, infatti, può essere trasportato e stoccato esattamente come i combustibili fossili, e possiede grande versatilità di utilizzo e potenzialità applicative. Gli studiosi spiegano che per rispondere al meglio alla domanda energetica italiana, servirebbero circa 550 TWh di bioidrogeno all’anno. Contemporaneamente i nuovi stabilimenti fotovoltaici, insieme a quelli eolici, potrebbero immettere nella rete elettrica fino a 600 TWh. Ma come si traduce tutto ciò?

Le attuali centrali idroelettriche, nel giro di qualche anno, potranno arrivare a produrre una media di 49 TWh. A oggi invece gli impianti geotermici possono offrire circa 6 TWh; ciò vuol dire che verrebbero a mancare circa 35 TWh per raggiungere il fabbisogno annuo di 730 TWh stimato per il 2050.

Che cosa comporta questo tipo di programma energetico del futuro?

Le idee degli esperti sembrano essere chiare, ma che cosa comporterebbe questa transizione? Certamente grandi vantaggi per il Paese, ma al tempo stesso sarebbe necessario un ingente investimento economico. Si calcola che saranno necessari circa 500 miliardi di euro da destinare alle tecnologie di accumulo. Ma trasformare l’Italia in un’oasi green prevede ben altri costi!                                                                                          Per l’installazione di generatori eolici e di moduli fotovoltaici si prevede la spesa di 530 miliardi, che sommati ai precedenti si traducono in una cifra record: oltre 1000 miliardi di euro. Ma i costi non finiscono qui: sarà necessario acquistare i combustibili fossili il cui costo è pari a 600 miliardi. E’ quindi presto detto che l’investimento nelle rinnovabili, senza combustibili scenderebbe a 400 miliardi. Una riduzione che darebbe non pochi vantaggi ai cittadini, non solo in termini di qualità dell’aria che respiriamo, ma anche di costi delle bollette.

In conclusione, possiamo affermare che il percorso verso la transizione energetica si prospetta complesso ma non impossibile. La scelta spetta ora alle autorità che dovranno decidere se accettare o meno questa sfida.

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