Le Connessioni Green di IGL

Le Connessioni Green di IGL

Ecco, il 2024 tanto atteso è arrivato, ormai da più di un mese! Noi di Italia Gas e Luce siamo già all’opera per cercare di mettere in pratica i Buoni Propositi scritti su una pagina e messi sotto l’albero durante le Feste Natalizie. In cima alla lista c’era scritto: Collabora con chi ti somiglia.  Detto, fatto. Abbiamo cominciato le nostre ricerche accurate, selezionando un bel po’ di aziende che ci incuriosivano, con un comune denominatore: dovevano avere il nostro stesso stile di vita, amare il pianeta ed avere un forte atteggiamento ecologico. Non è stato difficile trovarli, sembra che in molti, per fortuna, stiano seguendo la strada del green. Ma noi non volevamo accontentarci, abbiamo selezionato proprio il meglio.

Siete curiosi di conoscere con chi IGL ha stretto nuove collaborazioni? Come siete impazienti! Va bene, ve lo diciamo.

Siamo partiti col botto. Cosmetici e prodotti per il corpo totalmente ecologici. Direttamente dalla Spagna, “Freshly Cosmetics“. Grazie alla loro cosmetica naturale ci prendiamo cura di noi stessi in modo sano, utilizzando ingredienti naturali che proteggono, coccolano e rispettano la nostra pelle e i nostri capelli, ma anche l’ambiente. Freshly si impegna a creare cosmetici naturali che siano efficaci, sostenibili ed ecologici, per noi e per il nostro pianeta. I loro cosmetici sono tutti realizzati con ingredienti che provengono direttamente dalla natura come aloe vera, avocado, avena, olio di mandorle, zenzero. Essendo naturali, questi ingredienti vengono riconosciuti meglio dalla nostra pelle e quindi apportano innumerevoli benefici a breve e a lungo termine, fornendo al nostro corpo tutte le vitamine, le sostanze nutritive e gli antiossidanti di cui ha bisogno.

Dopo la cura del nostro corpo e della nostra pelle abbiamo pensato a come vestirci in modo sostenibile, ed è qui che nasce il secondo incontro: “Par.co Denim“. Si tratta di jeans ecosostenibili. I loro capi sono realizzati in Italia a filiera corta: 100% Made in Italy, sono tagliati, cuciti e assemblati, da piccoli artigiani e aziende locali, che si trovano entro 35 km dalla sede operativa del brand a Bergamo. Scelgono con cura chi si occupa di ogni passaggio della filiera produttiva, che già risponde a uno standard di qualità a cui non vogliono rinunciare: utilizzare cotone biologico o riciclato, filati naturali, lavaggi e trattamenti senza agenti chimici e con il minor impatto ambientale. I materiali utilizzati per le loro collezioni sono di cotone biologico, certificato GOTS (Global Organic Textile Standard). I lavaggi e i trattamenti dei capi sono ecosostenibili, non vengono impiegate sostanze chimiche pericolose per l’uomo e per l’ambiente. Tutti gli indumenti Par.co Denim sono cruelty-free, privi di crudeltà; infatti, non vengono utilizzati materiali di origine animale per gli accessori. E poi, questo lo diciamo noi e dovete crederci: sono bellissimi!

Dovevamo poi pensare ai nostri piedi e alla nostra schiena: camminare correttamente è alla base di tutto, no!? Ecco che conosciamo WAO, scarpe 100% ecologiche. Selezionano con cura e attenzione tutti i materiali, scegliendo esclusivamente quelli più sostenibili dal punto di vista ambientale, non di origine animale, e riciclabili a fine vita. Ciò che rende le sneakers WAO ancora più uniche è che le smaltiranno una volta che avremo finito di indossarle, senza costi aggiuntivi provvedendo al ritiro gratuito delle tue sneakers! Fodera, lacci, soletto e canapa diventeranno terriccio, Econyl verrà riciclato, mentre la suola verrà messa in uno speciale compost per essere degradata e riutilizzata come materiale organico. Ma non è possibile parlare di moda sostenibile senza certificazioni garanti di questo appellativo. Solitamente vengono assegnate al materiale oppure all’azienda, nel loro caso la certificazione “Animal Free Fashion” riguarda il brand WAO, mentre le restanti certificazioni riguardano i loro materiali sostenibili. Anche il packaging con cui confezionano è sostenibile, essendo composto da carta certificata FSC: una parte è riciclata, ed una parte proviene da foreste responsabili. Beh, sembra davvero tutto fantastico!

Per chiudere, con tutti questi nuovi amici, ci è venuta voglia di festeggiare, fare un bel brindisi. Ma con vini provenienti da aziende che veramente amano il territorio, ovvio! E ci siamo rivolti alla Tenuta del Buonamico a Lucca: Boom! Immersa nelle colline toscane, ha alla base un forte spirito di conservazione del territorio: bilancia la coltivazione di risorse preziose, come le uve pregiate, con la salvaguardia delle terre circostanti, incluse uliveti e boschi, abbracciando le nuove tecniche vitivinicole sostenibili. Se nella Tenuta del Buonamico ogni sorso di vino è un viaggio attraverso la storia e la natura, anche per noi di IGL ogni passo verso un’energia più sostenibile è un cammino verso un futuro più rispettoso dell’ambiente.

In conclusione, siamo felici di condividere i valori di tutti questi nuovi partner, e insieme aspiriamo a essere un esempio di come la passione, la qualità e il rispetto per la terra possano convergere per creare un impatto positivo su ogni aspetto delle nostre vite. 

Missione di tutti è adottare pratiche energetiche eco-friendly nella fornitura di energia verde certificata.

Chi si trucca è perduto?

Chi si trucca è perduto?

Ormai non ci sono dubbi: i consumatori fanno più attenzione a ciò che mangiano e a ciò che si mettono sulla faccia. Ma c’è di più: le abitudini di acquisto sono cambiate e ora gli utenti vanno in cerca non semplicemente del prodotto o del packaging green ma di entrambe le soluzioni, insieme!

Ma perché? E’ una vera presa di coscienza sulla sostenibilità ambientale oppure siamo di fronte all’ennesimo fenomeno di massa? Proviamo oggi a concentrarci sul make up green, che ormai rappresenta circa il 15% del settore cosmetico.

La natura ci offre tantissime possibilità per ottenere dei prodotti “totalmente verdi” efficaci e performanti, come i pigmenti minerali, cosi come l’utilizzo di oli e burri naturali, finanche alle polveri e ai minerali naturali, come argille, amidi e farine. Insomma, le possibilità sono davvero molteplici e performanti per un make
up alternativo. Ciò che gli esperti consigliano è eliminare le materie prime più impattanti sull’ambiente: siliconi, derivati del petrolio e coloranti sintetici.

Il dubbio del consumatore è del tutto lecito: va bene il trucco, ma per struccarsi? La risposta degli esperti non ha tardato ad arrivare: basta utilizzare dischetti di cotone detergibili, che si possono lavare in lavatrice per una pulizia più profonda. Invece per un sorriso a trentadue denti “verde”? Si può utilizzare dentifricio in polvere oppure direttamente le pastiglie da masticare, comode anche per chi viaggia spesso e da tenere sempre in borsa.


I consumatori sono però insaziabili, la richiesta è anche quella di avere cosmetici confezionati in un packaging che sia il più possibile riciclato e/o riciclabile, oppure cosmetici proposti in soluzioni refill, quindi riutilizzabili. Detto fatto: fra gli esempi di “bella sostenibilità” si può citare il primo mascara al mondo con vuoto a rendere. L’applicatore si compra solo la prima volta, le successive basta ricaricare il contenuto a confezioni in vetro. Ogni ricarica acquistata permette di risparmiare circa 3,12 tonnellate di imballaggi multi materiale e 18 tonnellate di vetro.

Per concludere è importante ricordare che tantissimi brand hanno scelto di percorrere la strada del “cruelty free”, cioè di vendere esclusivamente prodotti non testati sugli animali. Soluzione, anche questa, molto apprezzata dai consumatori più attenti. Anche se l’interesse e la diffusione aumentano, ancora manca una regolamentazione ufficiale univoca che definisca con esattezza i cosmetici “naturali”, via via indicati come bio, green, vegani.


Per verificare che un cosmetico sia davvero verde, e non cadere nella rete del greenwashing, l’ecologismo di facciata, occorre controllare che non siano presenti sostanze che hanno subito un processo chimico indicate con termini in inglese, a differenza di quelli di derivazione vegetale che hanno invece nomi latini.

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